Sotto il gesso
Autore: Carlo D’Angiò
5,00 €
Napoli, 1989. Ettore ha diciotto anni ed è ricoverato all’ospedale Santobono per un intervento ortopedico che lo costringe a una lunga immobilità. Il gesso, il caldo, la dipendenza dagli altri trasformano i giorni della degenza in un tempo sospeso, fatto di silenzi, frustrazione e desideri inespressi. In reparto incontra Angela, una ragazza poco più grande di lui, e quel legame improvviso e delicato diventa il centro emotivo di tutta la sua esperienza.
Sotto il gesso è un racconto di formazione intimo e cinematografico che esplora il contrasto tra il controllo familiare, l’ansia materna e il risveglio di una sensualità irrefrenabile.
Attraverso il corpo ferito di Ettore, la narrazione racconta il passaggio traumatico verso l’età adulta, la vergogna, il desiderio e la scoperta di un amore imperfetto ma autentico. Una storia cruda e delicata sulla fragilità, sulla perdita dell’innocenza e su ciò che resta quando il primo amore non può essere vissuto fino in fondo.
Nella calura opprimente di un maggio napoletano, il giovane Ettore entra all’ospedale Santobono per un intervento alla gamba. Nonostante la maggiore età, la malattia e il contesto ospedaliero lo fanno sentire fragile e regredito, intrappolato in un corpo che non gli obbedisce.
Nel reparto ortopedico, tra l’odore di disinfettante e la luce “dorata e appiccicosa”, Ettore incontra Angela, la sorella ventenne di una piccola paziente. Tra i due nasce un’intesa fatta di sguardi, profumo di lavanda e poche parole, che culmina nella richiesta di Angela di essere ritratta da lui. Questo germoglio di “primo amore” viene però brutalmente reciso dalla madre di Ettore che, sopraffatta dall’ansia per l’operazione, strappa il disegno e allontana la ragazza, lasciando il figlio solo con la sua rabbia e la sua vergogna.
Il ritorno a casa segna l’inizio di un’estate immobile. Intrappolato in una “corazza bianca” di gesso che va dal torace alla gamba, Ettore vive una convalescenza fatta di sudore e ossessione per Angela, rifiutando ogni consolazione. Nemmeno la saggezza dello zio, che gli confida amaramente come “il primo amore è bello, ma il secondo lo è di più”, riesce a scalfire la sua fissazione. Esasperato dal prurito fisico e dall’impotenza emotiva, Ettore compie il suo unico atto di ribellione: distrugge il gesso a martellate, liberando la pelle prima del tempo. Ma il vero conto da pagare lo attende al suo ritorno in ospedale per la riabilitazione.
È un pomeriggio di luglio, l’aria è irrespirabile. Ettore è solo, indifeso, incapace di compiere i gesti più elementari. Quando un gruppo di madri del reparto decide di “aiutarlo” a lavarsi, quella che doveva essere una banale procedura igienica scivola impercettibilmente in qualcosa di diverso. Il confine tra accudimento e violazione si fa sottile, ambiguo, pericoloso.
Cosa accade davvero tra il vapore e le mani sconosciute che lo toccano con troppa confidenza? E quando Angela riappare improvvisamente nella stanza, mentre Ettore è ancora sconvolto dall’accaduto, cosa legge nei suoi occhi?
Un segreto inconfessabile è stato consumato, e la risposta di Angela potrebbe salvare Ettore dalla vergogna o condannarlo per sempre. Perché a volte, per diventare grandi, bisogna perdere qualcosa che non tornerà più indietro.
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© 2007/2026 Carlo D’Angiò | P.Iva 03689350548
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